persona che dorme sulle sedie dell'aeroporto  Leonardo Da vinci

Speciale per i viaggiatori del 21/12 diretti a Zanzibar che vogliono riconosciuti i propri diritti

Ultimo aggiornamento 10 febbraio ore 16,13

Come si stanno comportando i tour operator, cosa fare, e le probabilità di ottenere i rimborsi/risarcimenti

Sono trascorsi abbondantemente i termini per avere una risposta dai vari tour operator e, dalle email che ho ricevuto, la situazione è questa:

Insomma, non sono disposti a rimborsare neppure il giorno perso e le spese sostenute all’aeroporto per sopperire alla mancata assistenza (albergo, pasti, taxi, ecc).

Fa eccezione il mio tour opertor, Amisano Tour, che ha rimborsato sia il giorno perso che le spese sostenute all’aeroporto, sia a me che alla famiglia che ha soggiornato nello stesso resort.

Quasi subito, e senza neppure bisogno di mandare la raccomandata.

Cosa si può fare adesso?

Ho chiamato Altroconsumo e mi hanno detto che loro, come associazione dei consumatori, p0ssono solo intervenire in via extragiudiziale, cioè cercando un accordo tra le parti (il socio e il tour operator), ma che non possono dare assistenza legale.

Consigliano quindi di:

Per chi invece ha deciso di andar in causa e ha bisogno di testimonianze, me lo faccia sapere, io, e credo gli altri sventurati del 21 dicembre, siamo disponibili.

E comunque, il racconto della mia esperienza è quello raccontato in questo sito, anche se parlo in terza persona.

Dalle persone di Malpensa non ho ricevuto email, fatemi sapere qualcosa per favore.

A presto.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 12 gennaio ore 15,00

Informatemi sugli sviluppi delle azioni di reclamo e rimborso (e un pensiero costante agli sventurati di Malpensa)

Ora che le lettere sono state inviate, non resta che aspettare.

In tutti questi giorni ho sempre avuto in mente le persone di Malpensa: come vi siete organizzati? Finora, infatti, non ho ricevuto nessuna email da parte vostra.

Avete forse pubblicato il vostro racconto in qualche blog? Siete riusciti a mandare le lettere di reclamo?

Per favore, fatemi sapere.

A presto con (spero) aggiornamenti positivi.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 6 gennaio ore 21,06

Istruzioni e modelli di lettera da personalizzare per chiedere il rimborso delle spese extra sostenute, per il mancato rispetto del programma di viaggio e per richiedere il risarcimento per “danno da vacanza rovinata”

Ecco due modelli di lettera di reclamo da spedire con raccomandata con ricevuta di ritorno; c’ è un modello per chi ha subito disservizi solo durante il viaggio, e uno per chi ha subito disagi e disservizi anche durante la vacanza.

Istruzioni

La lettera va spedita a:

Personalizzate il racconto della disavventura sostituendo le descrizione generiche dei fatti con la vostra personale esperienza (per esempio per quanto riguarda i pasti, la condizione in cui avete dormito, lo stress, il comportamento del vostro tour operator e altri disservizi).

Ricordate che lo scopo è mettere in evidenza l’oggettiva inadempienza contrattuale del tour operator che avrebbe dovuto e potuto (ma che non ha fatto) fornire un servizio di assistenza e prestazioni di servizi per alleviare i disagi e migliorare le condizioni dei clienti (così come è anche scritto nel mio contratto e in quello dell’Eden : articoli 15 Responsabilità e 17 Assistenza).

Mi raccomando di non cambiare i fatti chiave che denotano la gravità dei disservizi per tutti i presenti.

La coerenza è un elemento importante per aumentare le probabilità di essere risarciti.

Nei due modelli troverete delle note in corsivo che vi guidano nella redazione della lettera, mi raccomamdo di cancellarle nella versione definitiva.

Se volete, potete cambiare il testo nella forma, ma non cancellate le parti con gli articoli di legge né le frasi con le varie richieste di rimborso/risarcimento.

L’entità del risarcimento da chiedere per il danno da “vacanza rovinata” è considerato ragionevole se ammonta dal 30% del costo del pacchetto (escluse quote assicurative e associative varie) al 50% (in caso di disagi particolarmente gravi).

La lettera va spedita entro l’11 gennaio 2010.

Vi ricordo che per scaricare le lettere sul vostro computer dovete cliccare con il pulsante destro sul modello che vi interessa e poi cliccare con il pulsante sinistro sulla voce “Salva oggetto con nome” (se usate Internet Explorer) oppure “Salva destinazione con nome” (se usate Mozilla Firefox).

Buona Epifania a tutti.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 5 gennaio ore 14,25

Ecco le informazioni dettagliate per far valere i propri diritti (sia per i disagi/disservizi all’aeroporto sia per quelli subiti durante la vacanza) frutto di una lunga consulenza giuridica da parte di Altroconsumo (avvocato Filigura)

Ecco il frutto di una lunga telefonata con l’avvocato Filigura di Altroconsumo per capire cosa fare e cosa si può ottenere.

Il modello di lettera, con le istruzioni per personalizzarlo al proprio caso, lo trovate entro domani sera; devo infatti adattare il racconto della nostra disavventura collettiva (a cui potrete fare delle aggiunte relative alla vostra esperienza indivifuale), e scrivere bene sui fatti che mi ha consigliato di mettere in evidenza.

Responsabili

Responsabile di tutti i disagi e disservizi è il soggetto con cui è stato stipulato il contratto; nel caso dell’intermediazione di un’agenzia di viaggio, questa risulta corresponsabile insieme al tour operator, anche se i danni vengono pagati materialmente da quest’ultimo.

Perciò, in questo caso, la lettera di richiesta risarcimento danni va inviata a entrambi i soggetti.

Responsabilità

Tutto ciò che riguarda la vendita e gli obblighi contrattuali dei pacchetti vacanze viene regolato dagli articoli dall’82 al 100 del Codice del Consumo (pdf), che trattano in modo generico di risarcimento danni.

Leggete il vostro contratto, e guardate se da qualche parte c’è scritto qualcosa di simile:

“RITARDO DEL GIORNO DI PARTENZA O DI RIENTRO
(VOLI NOLEGGIATI I.T.C.)
Qualora intervengano modifiche operative imprevedibili come ritardi dovuti ad avverse condizioni meteorologiche, congestione di aeroporti, aerovie, scioperi, cause tecniche non imputabili alla nostra organizzazione, [nome del vostro tour operator], in ottemperanza delle vigenti disposizioni fornirà un servizio di assistenza e prestazioni di servizi per alleviare i disagi e migliorare le condizioni dei clienti.

  1. ritardi oltre le 2 ore: rinfresco o snack o pranzo/cena (a seconda degli orari e delle infrastrutture esistenti nei vari aeroporti).
  2. ritardi non quantificabili: sistemazione in hotel con utilizzo “day use” o di eventuale pernottamento.
  3. in caso di dirottamento su altro aeroporto: trasferimento con autopullman ad altro aeroporto per la partenza e dall’aeroporto di arrivo all’aeroporto programmato per il rientro.

Oltre alle prestazioni dei servizi sopra esposti, per ritardi dovuti a cause di forza maggiore che si protrarranno oltre le 24 ore da “orario previsto di partenza”, il cliente potrà rinunciare al viaggio, la facoltà di scegliere se richiedere all’organizzatore la restituzione della somma versata o di usufruire di un viaggio di pari valore organizzato da [nome del vostro tour operator].”

In questo caso, erano vincolati a fornire l’assistenza che hanno promesso.

La frase “(a seconda degli orari e delle infrastrutture esistenti nei vari aeroporti)”, nel nostro caso non può essere usata come pretesto: altri gruppi, nelle stesse condizioni, sono stati assistiti dal personale di altri tour operator che li ha portati in albergo, già prima delle ore 1,00.

Quindi, per riassumere: per quanto il tour operator si possa appellare al fatto di cause di forza maggiore (art. 96 per l’esonero delle responsabilità) – la neve che ha bloccato l’aeroporto di Malpensa–, resta il fatto che altri sono stati assistiti e che la neve e il gelo non erano affatto eventi imprevisti (le condizioni meteo erano così da giorni).

Questo mancanza di assistenza si configurerebbe quindi come inadempienza contrattuale, indipendentemente dal fatto che nel vostro contratto siate protetti dal paragrafo di cui sopra.

Cosa si puņ chiedere

Non si possono chiedere i danni per mancato rispetto della carta dei diritti del passeggero, a cui sono vincolate le compagnie aeree, perchè il contratto è stato stipulato con un tour operator, e non direttamente con Air Italy.

Gli obblighi del tour operator sono quelli riportati nel Codice del Consumo, come scritto sopra.

Perciò si può giocare la carta dell’inadempienza contrattuale e chiedere:

Tempi per chiedere una risposta

Non essendo il tour operator un ente pubblico, non ha, per legge, l’obbligo di rispondere entro un termine stabilito.

La contestazione rappreseata solo la prima fase, a cui forse, non ne seguiranno altre.

Non ha lo scopo di provare o dimostrare ciò che è successo (come nel caso della seconda, eventuale, fase), perciò non occorre allegare foto o prove varie (tranne per le spese extra affrontate).

L’avvocato dice anche che non sarà una battaglia facile.

Domani pomeriggio trovate il modello di lettera di reclamo (in word) da scaricare.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 4 gennaio ore 12,25

Le informazioni dettagliate per far valere i propri diritti sia per i disagi/disservizi all’aeroporto sia per per quelli subiti durante la vacanza sono rimandate a domani.

Il servizio di consulenza giuridica di Altroconsumo riapre domani mattina, perciò troverete le informazioni domani sera.

Vi ricordo che per fare i reclami ci sono 10 giorni LAVORATIVI dal giorno di ritorno dalla vacanza.

Perciò c’è ancora tempo.

In questi giorni continuo a ricevere email di persone che hanno subito disagi e disservizi anche nella struttura alberghiera; non preoccupatevi troverete informazioni dettagliate anche per voi.

Intanto vi invito a conservare tutto ciò che documenti le spese extra causate dai disservizi.

A domani.

maryhellen@maryhellen.it

Ultimo aggiornamento 3 gennaio ore 13,00

Il racconto del 2 gennaio è stato aggiornato

Sono stati precisati meglio alcuni orari e aggiunti alcuni dettagli importanti.

Vi invito a scrivere se ci sono ancora inesattezze o elementi importanti da aggiungere.

maryhellen@maryhellen.it

Ultimo aggiornamento 2 gennaio ore 12,18

Il racconto dei disservizi collettivi del 21 e 22 dicembre 2009 all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma (da confermare per le azioni successive e da prendere come esempio per gli sventurati di Milano)

Ecco qui di seguito il racconto della nostra disavventura collettiva con tutti i fatti rilevanti che ho vissuto, e di cui sono venuta a conoscenza durante quei due giorni.

Lo scopo è quello di avere un’esposizione dei disservizi che sia concorde e valida per tutti, indipendentamente dagli ulteriori disagi vissuti individualmente.

Alla fine del racconto troverete la mia email per segnalare inesattezze e/o fatti importanti di cui non sono venuta a conoscenza.

La versione definitiva del racconto potrà essere utilizzata per vari scopi:

Questo racconto e l’esposto saranno disponibili come file Word.

Ecco il racconto. Buona lettura.

21–22 dicembre: gravi i ritardi, nessuna o tardiva assistenza, assenza di informazioni, E QUANDO PRESENTI non veritiere

La prima convocazione è per il 21 dicembre, alle ore 21,10 al banco “Staff & Co”, area gruppi terminal 3, aeroporto di Roma Fiumicino.

Partenza prevista per Zanzibar ore 23,40.

Un giorno prima della partenza i vari tour operator avvisano che la partenza è stata anticipata alla 22,25; la convocazione è fissata per le 19,55.

Non appena arrivati all’aeroporto i tabelloni segnalano già un ritardo, la partenza prevista è per le 23,35.

Alle 22,00 i tabelloni del gate H08, dove tutti siamo in attesa già da quasi due ore, segnalano un ulteriore ritardo: partenza prevista per le 00,35.

Intanto il gruppo di viaggiatori per Punta Romana (Repubblica Dominicana) vengono accompagnati dal personale del loro tour operator (Alpitour) in albergo: il volo è rimandato al giorno dopo; le hostess spiegano che l’aeroporto di Malpensa è stato chiuso per il ghiaccio e che, per quella notte, non partirà più nessuno aereo.

Verso le 24,00 c’è un ulteriore slittamento: partenza prevista per le 02,24.

Dalle informazioni sul sito dell’aeroporto di Malpensa pare che l’aereo di Air Italy delle 23,59 abbia imbarcato i viaggiatori, e il volo sparisce dalle informazioni.

Rimaniamo in attesa del volo da Malpensa che ci dovrebbe portare a Zanzibar, ma non succede nulla e non sappiamo nulla.

Nel gate siamo rimasti solo noi, circa 140 persone (bambini inclusi); non c'è nessuno in giro, né dell’aeroporto, né di Air Italy, né dei vari tour operator.

Tutti i negozi e i bar sono chiusi.

Per attirare l’attenzione apriamo per ben due volte la porta che dà sulla pista, suona l’allarme ma, solo la seconda volta, e dopo più di 20 minuti (40 minuti dal primo allarme), arriva una volante che si limita a passare a molti metri dall’uscita del gate per poi andarsene senza controllare.

Passa l’ora prevista per la partenza (le 2,24) e non succede nulla, il tabellone continua a riportare l’ultimo “cambio operativo”.

Sono più di 5 ore che aspettiamo senza sapere né quando né se partiremo.

Non c' è nessuno che ci informa, nessuno a cui chiedere.

Intanto, al numero verde di Air Italy (899500093) , o non rispondono o danno informazioni contraddittorie.

Stanchi, assonnati, infreddoliti ed esasperati, verso le le 2,30 decidiamo di rivolgerci alla polizia aeroportuale, per denunciare lo stato in cui ci hanno lasciato e per sapere cosa fare.

Le poltrone sono tutte occupate da persone che cercano di dormire.

Grazie al responsabile, che si rende subito molto disponibile, riusciamo a parlare con il responsabile di Air Italy; la telefonata, grazie al vivavoce, viene ascoltata da tutti i presenti (circa 20 persone), compreso il responsabile della polizia di cui sopra.

Il capo scalo ci fornisce anche dell’acqua per i bambini e qualche bevanda calda.

Dalla telefonata riusciamo a capire poche, ma inquietanti, cose: che il suddetto responsabile, tale Valerio, non vuole dirci il cognome; che neanche lui fino a quel momento aveva informazioni certe; che tutti noi avremmo dovuto avere assistenza, tranne chi abitava a Roma; che saremmo partiti quel giorno alle 12,40; che anche lui ha una vita privata (prima di attaccarci in faccia il telefono).

Dietro consiglio del responsabile dell’areoporto decidiamo di fare un esposto collettivo al ritorno dalla vacanza.

Malpensa avrebbe riaperto solo alla 13,00.

Una gentile signora che lavora per i servizi handler dell’aeroporto ci assiste, di sua iniziativa, insieme al capo scalo, nelle operazioni di ritiro dei bagagli - caldamente consigliato per evitare il rischio di perdere anche questi.

Nell’area del ritiro bagagli, completamente deserta, ci sono incustodite delle valigie che sarebbe stato facile rubare, semplicemente prendendole con sé.

Usciti dal gate, con le nostre valigie, sono quasi le 4,00 del mattino; qualcuno cerca di prenotare un albergo per riposarsi un po’ ma non ci sono più posti, e poi... non c'è comunque più tempo; alla 10,00 bisogna rifare il check–in e i controlli di routine.

Tutti cerchiamo un posto per dormire, le poltrone sono tutte occupate, anche le tavole da surf diventano, per questa notte, il letto dei bambini più piccoli.

L’aeroporto offre una visione da guerra post–atomica: molti dormono per terra, alcuni lungo gli spazi delle vetrate che costeggiano la piccola rampa che da Terrazza Roma porta alle altre aeree del piano.

Qualche decina di paia di piedi sporgono dai nastri trasportatori dei check–in: sono abbastanza lunghi per potersi sdraiare, un po’ più morbidi del pavimento, e la luce è un po’ meno intensa.

Non c’è nesuna differenza tra i senzatetto accampati all’aeroporto e gli abbandonati di Air Italy.

Alle 7,00 del mattino del 22 dicembre il tabellone aggiorna gli orari di partenza, il nuovo orario previsto è per le 14,25.

Intanto gira voce che il signor Valerio è all’aeroporto, cerchiamo di farlo rintracciare dalla polizia giudiziaria ma con noi non vuole parlare e il poliziotto, che fa da intermediario, riferisce che Valerio da quel giorno non lavora più per Air Italy e che si presenterà lì davanti un nuovo responsabile, un tale signor Michele.

Abbiamo aspettato un'ora e mezza e nessuno si è presentato all’appuntamento.

Mentre aspettiamo il sostituto del signor Valerio davanti all’ufficio della polizia giudiziaria, si presenta anche una signora che si qualifica come funzionaria della Commissione Europea. “L’Italia è bella – dice mentre lascia il suo numero per il reclamo al poliziotto – ma gli italiani hanno ancora molta strada da fare”.

Veniamo a sapere che anche un ambasciatore della Tanzania, in partenza per Zanzibar, si è lamentato dei disservizi.

Verso l’ora di pranzo una signora dell’Alitalia, al banco della convocazione, spiega, come nuova delegata di Air Italy, che si partirà non prima delle 20,00, e di presentarsi al check–in alle 18,00.

Intanto il tabellone continua a riportare l''orario delle 16,25.

L'aeroporto di Zanzibar riapre solo alle 4,00 del mattino – dice –, arrivare prima vorrebbe dire non poter atterrare.

Dice anche che avremo il pasto gratuito presentando la carta di imbarco allo Chef Express, e che Air Italy pagherà l’albergo a chi ne volesse usufruire.

Molti decidono di usare almeno il buono pasto, ma alla cassa, con un certo imbarazzo, scoprono che la convenzione era con il Mac Donald’s, non con lo Chef Express, con cui condivide lo stesso spazio.

Altre persone che si recano al ristorante Ciao non usufruiscono del buono pasto perchè gli viene detto che per erogare il servizio la carta d’imbarco deve essere ritirata.

Dell’albergo invece, ne approfittano in pochissimi, tra cui un signore proveniente da Pesaro, operato alla schiena due settimane prima, e che ha un assoluto bisogno di sdraiarsi anche solo per poche ore.

Intanto la partenza sul tabellone slitta ancora; dopo il check–in e i controlli per la sicurezza, alle 21,20.

In fila per il check–in, ci viene confermato dal personale dell’aeroporto a cui chiediamo informazioni, che il nostro aereo proveniente da Malpensa è arrivato alle 14,30.

Siamo in fila davanti al gate per l’imbarco, che cambia due volte (prima H06 e poi H08), siamo esausti e temiamo che anche questa sera non si partirà.

La partenza viene rimandata ancora: alle 22,30, per fare il pieno di carburante, ci dicono.

Intanto, verso le 21,00 arrivano due hostess per le pratiche di imbarco, vengono accompagnate da un applauso tra l’ironico e il liberatorio e da qualche fischio, ma subito avvertono che imbarcheranno i passeggeri per l’Algeria.

Qualcuno alza la voce, qualcun altro sbatte la mano sul desk delle hostess chiedendo giustizia, e soprattutto di partire, finalmente.

Le hostess si spaventano, la persona si scusa, intervengono alcune persone dell’aeroporto; minacciano di non partire se le hostess non possono lavorare in condizione di serenità e sicurezza.

Spieghiamo con calma la situazione, chiedendo un’ora certa per la partenza.

Intanto le hostess, incredule, continuano a chiamare la direzione, che non fornisce alcuna risposta e che non ha nessuna intenzione di avere un confronto con i passeggeri.

Dopo qualche insistenza le hostess dichiarano che, alle 22,00, non sanno né se c’è l’aereo né a che ora parte.

La misura è colma, molti gridano il proprio sdegno e la richiesta di partire il prima possibile.

Dopo pochi minuti viene annunciato l’imbarco; sono quasi le 22,30.

Saliti sull’aereo un imbarazzato comandante si scusa per i disagi e il ritardo e chiede di avere un po’ di pazienza per le operazioni di rifornimento di carburante e per l’imbarco dei bagagli.

Parlando con l’equipaggio scopriamo che la partenza era stata in forse fino all’ultimo; che il vero problema del 22 dicembre era stato la mancanza dell’equipaggio, e che loro, di ritorno da Mauritius la sera prima, avrebbero dovuto riposarsi e passare il Natale a casa, ma che se non avessero accettato di prestare servizio, i passeggeri sarebbero rimasti a terra.

Alla fine, l’aereo parte alle 23,45, dopo ben 25 ore e 25 minuti dall’orario di partenza originario, e dopo 30 ore nell’aeroporto.

Sulla rivista Flyreaders nr. 001, il paragrafo finale dell’articolo a pag. 30 (“Guai a chi ritarda”), riporta queste parole:

“Non facciamo eccezioni in caso di brutto tempo, traffico aereo intenso, inconvenienti imputabili ai fornitori, manutenzioni straordinarie, ritardi riconducibili a voli precedenti ed ogni altro tipo di imprevisto... per noi essere puntuali significa essere puntuali e nient’altro, senza eccezioni.”

29 dicembre, ritorno a Roma: ritardi, NESSUNA ASSISTENZA e assenza di informazioni

Orario previsto: 10,50; orario effettivo 15,00.

Quattro ore di attesa, al caldo torrido tropicale dell’aeroporto di Zanzibar, senza assistenza né informazioni.

Tutti gli aerei sulla pista erano pronti a decollare, e sollecitavano Air Italy, che stava facendo ritardare anche loro.

Della carta dei diritti dei passeggeri e della carta dei servizi degli aeroporti pare che né Air Italy, né la Società Aeroporti di Roma (ADR) abbiano grande considerazione.

Né, soprattutto, dei loro clienti.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 31 dicembre ore 12,30

Carte dei servizi dell'aeroporto di Fiumicino e Milano Malpensa, carta dei diritti del passeggero e obblighi contrattuali del tour operator per le relative responsabilità (grasse risate)

Ho chiamato Altroconsumo ma l’associazione è eccezionalmente chiusa.

Intanto però, mentre cercavo di capire le rispettive responsabilità della compagnia aerea, dell’aeroporto e del tour operator, ho trovato la carta completa dei diritti dei passeggeri e la carta dei servizi dell’aeroporto che vi consiglio di scaricare e leggere in questa pagina:
http://www.adr.it/portal/portal/adr/Fiumicino/Servizi/dentro_aero_3 .

Vi ricordo, per chi non sia pratico, che per scaricare i pdf basta cliccare sul link con il pulsante destro del mouse e poi cliccare sulla voce “Salva oggetto con nome” per chi usa Internet Explorer, e “Salva destinazione con nome” per chi usa Firefox.

Date un’occhiata al pdf dell’aeroporto di Roma nella parte dedicata al terminal 3 sui servizi garantiti e vi farete grasse risate.

A proposito, qualcuno ha notato la guardia medica operativa h 24? Se è così scrivetemi, è un elemento importante per i risarcimenti.

Chi ha qualche filmato interessante della nostra disavventura, per favore lo carichi su Youtube e mi mandi il link; le foto invece, inviatemele sempre via email.

Le persone partite da Malpensa trovano la carta dei servizi degli aeroporti di Milano in questa pagina:
http://www.sea-aeroportimilano.it/it/sea/index.phtml?mod=cartaservizi&to=qualita

Infine, per quanto riguarda il tour operator: leggete il contratto e troverete, indipendentemente dal fatto che abbiate stipulato un’assicurazione, un paragrafo che dice pressapoco così:

“RITARDO DEL GIORNO DI PARTENZA O DI RIENTRO
(VOLI NOLEGGIATI I.T.C.)
Qualora intervengano modifiche operative imprevedibili come ritardi dovuti ad avverse condizioni meteorologiche, congestione di aeroporti, aerovie, scioperi, cause tecniche non imputabili alla nostra organizzazione, [nome del vostro tour operator], in ottemperanza delle vigenti disposizioni fornirà un servizio di assistenza e prestazioni di servizi per alleviare i disagi e migliorare le condizioni dei clienti.

  1. ritardi oltre le 2 ore: rinfresco o snack o pranzo/cena (a seconda degli orari e delle infrastrutture esistenti nei vari aeroporti).
  2. ritardi non quantificabili: sistemazione in hotel con utilizzo “day use” o di eventuale pernottamento.
  3. in caso di dirottamento su altro aeroporto: trasferimento con autopullman ad altro aeroporto per la partenza e dall’aeroporto di arrivo all’aeroporto programmato per il rientro.

Oltre alle prestazioni dei servizi sopra esposti, per ritardi dovuti a cause di forza maggiore che si protrarranno oltre le 24 ore da “orario previsto di partenza”, il cliente potrà rinunciare al viaggio, la facoltà di scegliere se richiedere all’organizzatore la restituzione della somma versata o di usufruire di un viaggio di pari valore organizzato da [nome del vostro tour operator].”

L’elemento ambiguo è quel “(a seconda degli orari e delle infrastrutture esistenti nei vari aeroporti)”, ma chiederò un chiarimento ad Altrocounsumo.

Per adesso è tutto, il prossimo aggiornamento non appena apre Altroconsumo per i modelli di lettera da inviare.

BUON ANNO A TUTTI.

maryhellen@maryhellen.it

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Ultimo aggiornamento 30 dicembre ore 21,00

Attenzione ai tentativi di chiudere la faccenda il prima possibile, con pochi spiccioli e delegando le responsabilità

Prima di tutto buona fine e buon inizio anno a tutti.

Domani chiamo l’associazione Altroconsumo per avere risposta a tutte le domande sulle responsabilità, i tempi e i modi per chiedere rimborsi e/o risarcimenti.

Intanto però, due consigli importanti: NON FATEVI PRENDERE DALL'ANSIA SE IL TOUR OPERATOR O L'AGENZIA VI DICONO DI INVIARE LA LATTERA PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO ENTRO 3 GIORNI .

Cominciano ad arrivarmi email di persone a cui hanno detto questo, e a cui hanno offerto 80 euro da richiedere tramite raccomandata presso l'assicurazione del tour operator.

I giorni a disposizione sono 10 e non 3, come è scritto in questa pagina di Adiconsum dedicata alla vacanze rovinate:
http://www.adiconsum.it/index.php?pagina=scheda&idscheda=341.

Inoltre se vi dicono di inviare la richiesta di rimborso a un’assicurazione, controllate il vostro contratto: voi l'avete fatto con il tour operator, non con l’assicurazione.

Deve essere il tour operator a occuparsi di tutto e poi rivalersi sull’ assicurazione, non il cliente.

Per adesso è tutto, a domani con il prossimo aggiornamento.

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Email: maryhellen.segatta@virgilio.it
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